Tra le braccia di Morfeo
Morfeo invece è tremante e codardo, e al minimo accenno di prepotenza se ne fugge via in un paradiso fiscale senza lasciare recapiti di sorta.
E' stato latitante a lungo, Morfeo.
Prima il Piranha veniva allattato. Evvabbè, si sa, svegliarsi due-tre-quattro volte a notte fa parte dei giochi, zero problemi. Ma allora Morfeo aveva come alleati il mitico duo:Tetta&Latte. In venti minuti il Piranha si riaddormentava satollo e appagato e felice. E anche sua mamma era felice.
Dalla Tetta al Biberon, poca differenza.
Con la chiusura dell'era del pasto notturno, sono iniziati i guai. Il Piranha ha deciso che la notte è giovane, e lui pure, e mammina anche, perciò tutti svegli. Morfeo ci ha provato, ma il Piranha è un prepotente, e così Morfeo si è dato alla latitanza per mesi e mesi.
Hai voglia te, di cullarlo-ninnarlo-coccolarlo-camomillarlo-dissetarlo:il Piranha di Morfeo non ne voleva sapere. Vattene via brutto cattivone. E il pavido Morfeo ha obbedito.
Sì, c'è stata una parentesi felice, un apostrofo rosa tra le parole Insonnia e Coma Indotto, intorno agli otto mesi, quando il piccolo nottambulo iniziò a gattonare. La nuova attività fisica (macinava chilometri con la disinvolura di Alex Schwazer)evidentemente lo sfiancava. Morfeo se l'è goduta per un mesetto contro il nemico stremato, poi fine della pacchia. Altra fuga a rotta di collo.
Adesso, a quattordici mesi, stiamo raggiungendo un equilibrio. Si dorme tutta la notte abbastanza spesso, alzandoci abbastanza presto(sei e mezzo circa, con punte di sei-sette). Ogni tanto il Piranha combatte e Morfeo si ritira per la notte ma in generale il piccolo figlio di Ipno ha preso coraggio e si è fatto battagliero. Speriamo duri, in fondo ormai l'età per dormire tutta la notte il Piranha ce l'ha.
Discorso a parte per il rapporto Piranha-Morfeo diurno. Per quanto l'abbia snobbato la notte, il Piranha si abbraccia stretto Morfeo di giorno e non c'è modo di separarli. Alla veneranda età di un anno e due mesi il piccolo incoerente non solo pisola nel primo pomeriggio e anche parecchio e con gusto(salvo rare eccezioni)ma pretende ancora di ninnare al mattino. Nel suo lettino a casa se ho da fare e non usciamo o nel passeggino a spasso non gli importa. Basta dormire un'oretta. Chissenefrega di stare in spiaggia(e dire che abbiamo il mare a un passo), se è in giornata no il Piranha è capace di lagnarsi di sonno sfacciatamente e volersene andare a casa. Ho una fotografia in cui se ne dorme a pancia all'aria nel suo lettino ancora in costumino umido fasciato nel suo asciugamano da mare:si era addormentato in auto così profondamente(un tragitto, mare-casa, di cinque minuti) che non ho avuto cuore di svegliarlo per fargli la doccia.
Morfeo di giorno è forte e vigoroso e lui e il Piranha si adorano.
Di notte, i due si sono dati battaglia a lungo, e per adesso parrebbe che la guerra sia vinta dal dio capriccioso. ma mai dire mai. Io però continuo a fare il tifo.
La Gente che Urla
Passata ampiamente l'ora della nanna, ha resistito con spartana determinazione, continuando a elargire sorrisini, ciao ciao con la manina, risatine, smanaccate varie. Alla fine però non ha più retto, e abbiamo dato il via all'operazione "addormentamento nel casino e senza lettino".
Sono uscita dal ristorante, in cerca di un po' di quiete, l'ho avvolto nella copertina per ripararlo dal vento senza dovergli mettere la giacca, e l'ho un po' cullato. Dopo dieci minuti era ancora lì che si dimenava e si strusciava gli occhi piagnucolando, a caccia del sonno. Normalmente lo addormento nel lettino. Quindi ho deciso di metterlo nel passeggino con schienale orizzontale, e iniziare lì la trafila dell'addormentamento fatta di mano che stringe la sua, carezze sulla testa, suoni calmanti vari.
Al principio, il Piranha non voleva saperne e cercava di rialzarsi. L'ho trattenuto giù con ferma dolcezza, o con dolce fermezza, e via, pianti a non finire. Infine si è calmato e ha iniziato a chiudere gli occhi.
"Aò, ma 'ndo stai? No, ma allora sei scemo, è mezz'ora che ti cerco, mortacci tua!"
Tipico esemplare di tamarro con Reiban e scarpe giallo fosforescente che parla al telefonino come se stesse parlando al suo interlocutore all'isola d'Elba. Evidentemente non sa che gli apparecchi telefonici son stati inventati per metterci in comunicazione a distanza SENZA urlare. Per di più collocato a mezzo cm da una carrozzina con bimbo dentro, ma dai...
Il Piranha spalanca gli occhi e scoppia in pianto."No amore, su dai tesoro, shh shh..."
La palpebra cala di nuovo. Un sospirone.ci siamo, sta per addormentarsi.
SBAM! Porta con maniglioni antipanico aperta e spalancata con violenza, orda di fiorentini che esce schiamazzando.
"Che giornata!"
"Che sole!
"Un bimbo!"
"Guarda Ermenegilda, un bambino nel passeggino!"
"Ma che bello! Ermengarda, vieni a vedere bellino il bimbo! Eri piccina così anche tu, sai? Guarda, la mamma lo addormenta!"
Il Piranha risponde diplomatico:"BUAAAAH!!"
"Che bellino! Che gote! Eh, non dorme eh?"
Sì che dormiva! Prima che tu gli rompessi le balle, razza di...
L'orda si allontana festaiola. "No amore, dai su calmati, shh shh..."
Cala di nuovo la palpebra.
La porta sbatte ancora, e di nuovo il Piranha sobbalza e urla.
"Eh, vedi Brunilde, poverina, è già tre volte che gli si addormenta e glielo svegliano..."
"Sì Ademaro, ma anche lei, mettersi ad addormentare il piccolo vicino alla porta del ristorante..."
E dove vuoi che vada, vecchia? Sulla spiaggia esposta ai quattro venti? Dentro tra la tavolata di diciotto e quella di trentasei? In auto sarebbe meglio, ma il passeggino aperto non c'entra sa...
"E dove vuoi che vada, Brunilde? Grazie Ademaro, difendimi! Piuttosto è la gente davvero maleducata! Non vedi che c'è un piccoletto in carrozzina che cerca di dormire? Passa ma non urlargli nell'orecchio."
Grazie Ademaro, ma la cosa vale anche per voi. Vi siete messi a spettegolare a mezzo millimetro dal passeggino.
Infine riesco a addormentarlo. In pratica, sviene. Poveraccio, era sveglio da cinque ore filate, mica c'è abituato. Ha seguitato a dormire anche dentro al ristorante, in mezzo alla confusione.
Però, che gente che gira...
E anche tu, Piranha, dopo questa lotta, potevi anche dormire un po' più di quaranta minuti...
Dieci motivi per andare a passeggio sul mare al minimo raggio di sole
2)Perché le passeggiate a tre sono ormai il solo l'unico sistema ormai per rievocare quelle bellissime e lunghe passeggiate mano nella mano, occhi negli occhi, io e lui a parlare di tutto...
3)Perché sono un'occasione unica di sbirciare i passeggini e le carrozzine altrui e pensare con intima soddisfazione:"Il mio è più bello!"
4)Perché a seguito del punto 3, ci si può sentire genitori molto sensati, saggi ed equilibrati, quando ci si accorge che tutti sono coperti modello eschimese in una fredda freddissima notte al Circolo Polare, mentre il tuo è senza cappello e con la giacca slacciata...Questo, oppure sentirsi genitori degeneri e decerebrati.
5)Per incontrare adulti con cui fare due chiacchierare. Se accessoriati di passeggino ridursi a parlare di numero di defecazioni dell'infante, quantità e qualità dei pasti, nome del pediatra curante, etc etc...ma sempre meglio di "GU!", "Ghi!" e la new entry "Dada!".
6)Per tentare di educarlo all'addormentamento in passeggino. La strada è ancora lunga e difficoltosa. L'equivalente di insegnare a un bue muschiato a volare.
7)Per concedersi la merenda glamour al locale glamour del porto, e sentirsi pezzenti per la giacca da due soldi...ma pezzenti con stile!
8)Per raggranellare una quantità indescrivibile di complimenti dai passanti, mentre Zanna Bianca sfodera il suo sorriso ufficiale e fa veder quanto è bravo ad alzarsi in piedi tra gli applausi della folla.
9)Per verificare se l'amministrazione comunale si è degnata di pulire la passeggiata dai cumuli di sabbia umida che ostruiscono il passaggio a ogni mareggiata. Se no, inveire contro la suddetta amministrazione comunale, anche se l'ho votata io. Se sì, commentare sarcastici che era proprio ora.
10)Perché passeggiare in tre è infinitamente meglio che farlo in due. Grazie Zanna Bianca.
La Gente che tocca
Ovviamente non parlo qui di parentado e amici e amiche vari, i quali vengono in visita appositamente per salutare me e il Fagiolo e dai quali accetto volentieri carezze o anche che lo prendano in braccio. Diamine, sono la prima a offrire certe volte. Anche perché il fagiolo per ora è un bimbo festoso, a suo agio al centro dell'attenzione.
No, parlo di quella massa confusa di vaghi conoscenti, e peggio ancora, estranei totali che si permettono di allungare le mani e posarle sul Fagiolo che li guarda perplesso dal suo passeggino. Prega di non trovarti mai in coda da qualche parte per più di cinque minuti, perché altrimenti la prima donnina ultra-sessantenne che entra nel tuo raggio d'azione si sentirà in dovere di a)Elargire sorrisoni e complimentoni al Fagiolo(ma quant'è bello, ma quanto è grande, ma quanto tempo ha, etc etc)il quale, da bravo diplomatico, ricambia con il suo sorriso ufficiale sciogli-cuori:fin qui tutto bene, sorrido, ringrazio, non c'è assolutamente nulla di sbagliato, ma poi...
b)Eccola là! La mano infingarda sale su, si avvicina furtiva e zac! Un buffetto sulla guancia, o Zac! Una carezza su una manina(Che il piccolo prontamente caccia in bocca)Zac! Un pizzicotto a un piedino.
Massimo storico, la tipa della farmacia che senza chiedere neanche il permesso ha spontaneamente dichiarato che ama i piedini dei bambini e ha subito provveduto a sfilargli un calzino per pizzicargli il piede nudo. Ma che, scherziamo?
Ora, non so se questo senso di fastidio, possesso, gelosia, o che dir si voglia, sia comune a tutte le mamme, o è solo una cosa mia. Ma sinceramente io mai nella vita mi son permessa di toccare il neonato altrui, per lo meno non senza esplicito permesso. Personalmente è una cosa che detesto, come quando La Gente si permetteva di toccarmi la pancia quando ero incinta. Non so, forse viene spontaneo, forse sono io troppo refrattaria ai contatti fisici(in effetti, detesto anche quelle persone che durante una conversazione si sentono in dovere di toccarti ogni secondo per enfatizzare meglio un passaggio) ma giuro che sto pensando di munire di tagliole il passeggino. Nel frattempo, cerco di abituarmi a questa costumanza sociale e sorrido dinanzi a certi exploit, cercando poi di allontanare con discrezione il Fagiolo e metterlo fuori portata.
Il numero Due
E' il giorno del mio compleanno.
Rappresenta i cm che mancano alla porta dell'ascensore del condominio per consentirci di uscire a passeggio senza sudare ogni volta sette camicie e quattro magliette.
Difatti prima la scena era: apri la porta di casa e chiama l'ascensore, nel frattempo torci al massimo un occhio per controllare che La Gatta non tenti una sortita;blocca le porte dell'ascensore con apposita levetta;esci con la carrozza;considerando che di solito il Fagiolo già dormiva, chiudi le quattro mandate della serratura in modalità stealth, impieghi cinque minuti per far scattare col silenziatore i due pulsanti del blocco ruote, e ti becchi un colpo della strega per staccare e sollevare la navicella, ma non puoi bestemmiare ad alta voce perché, ripetiamolo, il Fagiolo dorme;posi la navicella dentro l'ascensore, chiudi il telaio, entri, sblocchi la cabina, premi piano terra, riblocchi le porte, riapri fuori il telaio, ti scusi col condomino che stava imprecando in aramaico perché l'ascensore era bloccato già da venti minuti, ma una volta accortosi che sei te nel bel mezzo del tuo esodo quotidiano sorride forzatamente e si scusa, rimonti la navicella e sei pronta a partire, accendendo diciotto ceri se nel frattempo il Fagiolo non si è svegliato, o imprecando se pensi di dover ripetere tutte le operazioni una volta arrivata allo sportello dell'auto.
Adesso la scena è la seguente: piazzi il Fagiolo nella sdraietta e chiudi il passeggino mentre tenti vari giochi di prestigio per convincerlo a non strillare;apri porta, stronchi sul nascere qualsivoglia spirito di libertà delLa Gatta, chiami ascensore, blocchi porte, prendi in braccio il Fagiolo e lo metti in equilibrio su braccio destro e spalla destra, afferri la maniglia del passeggino con la sinistra, con la terza mano afferri le chiavi di casa e dell'auto ed esci sul pianerottolo; chiudi rapidissimamente la porta di casa, ed entri in ascensore trascinandoti dietro il passeggino chiuso;a piano terra, esci e ti fai mezzo piazzale a passo di lumaca, tentando di evitare con la sinistra che il passeggino si ribalti causa fondo dissestato, e con la destra che il Fagiolo, che dopotutto ha solo tre mesi, non tenti un doppio salto mortale all'indietro;finalmente all'auto, posi il Fagiolo sul seggiolino con un gran sospiro di sollievo e incassi l'applauso della folla.
Tutto perché hanno costruito l'ascensore con una cabina di ampiezza normale, ma le porte formato bonsai. Le ruote non ci passano. Quanto maledico ogni giorno quei due centimetri.
Due è anche il numero dei dentini di sotto che si intravedono sotto le gengive e che ci hanno fatto passare una settimana da incubo. La parola dormire è stata cancellata dal dizionario per sette giorni, il Fagiolo si è tramutato in una piovra assetata di contatto fisico esclusivamente con me medesima. Poi, di punto in bianco domenica scorsa tutto è tornato alla normalità. Che sarà stato, ho pensato. Lunedì, mentre ti facevi una grassa risata, ho intravisto un baluginio bianco. Eccoli lì, gli infingardi, i mariuoli, i colpevoli delle nostre pene. Chissà che casino farai quando taglieranno davvero.
Il Mistero dell'ovetto
E non mi riferisco all'ovetto della Kinder.
Mi riferisco a quel meraviglioso dispositivo annesso e connesso al trio, protettore dei nostri bimbi in auto e amico anche della schiena delle mamme. Perché? Ma perché è immensamente più leggero dello shuttle, che diamine!
Vi illustro la situazione. Abitiamo al quinto piano. Ma niente panico, con ascensore. Già vi vedo tirare un sospirone e chiedervi di che mi lamento. Semplicissimo: nell'ascensore la carrozzina non c'entra, e ogni volta occorre staccarla, posarla a terra, chiudere il telaio, caricare entrambi i componenti nella cabina e riassemblare il tutto una volta fuori. Mazinga ci fa un baffo. Perciò è tutto un sollevare-staccare-posare-sollevare nuovamente. Qualche settimana fa mi sono fatta uno pseudo strappo alla schiena. Son rimasta lì con lo shuttle in mano, il Fagiolo urlante dentro e la vita che mi ha mandato a quel paese ed è entrata in sciopero. Sembravo un'allegra ottantenne, poi dicono di farli da giovane, i figli...eccerto, sennò chi li sposta??
Dato che il Fagiolo tiene perfettamente su la testa da solo già da un bel pezzo, l'altro giorno decidiamo di montare l'ovetto, è ormai tempo. Così finalmente la pianterà di annoiarsi sprofondato in quella carrozzina coi bordi altissimi e potrà starsene comodamente seduto a guardare il mondo e godersi il vento sulla faccia. La Metà-della-Mela lo mette insieme alla velocità di un commesso Ikea, e ci collochiamo pieni di entusiasmo il Fagiolo. Evviva! Senti qua che leggerezza! Si solleva con un dito! Anche spingendo si avverte decisamente meno fatica! Giorno di gaudio!
Sì però...però non ti sembra che il Fagiolo ci stia un po' troppo ingobbito ancora? Guardalo, con le mani giunte così pare Andreotti povera stella...Epperforza, tiene su la testa ma mica sa stare seduto ancora...Dunque?
Dunque l'ovetto è stato di nuovo riposto, e siamo tornati al vecchio sollevamento pesi. Proprio non ci pare una postura corretta, la sua. Attenderemo che sappia starsene seduto un po' meglio. So che moltissimi ci piazzano i figli fin da subito, ho visto mamme portar via i piccoli dall'ospedale lì dentro. Ma a me proprio non convince. Qualcuno sa dirmi quando cavolo va utilizzato questo benedetto ovetto?
Mission Trio...Compiuta!
Lei ci sorride serafica, e attacca con le domande.
"D'accordo, volete le ruote grandi o piccole?" (???)
"Tre ruote o quattro?" (E il ruotino di scorta? No, scherzavo...)
"Fronte mamma o fronte strada?" (Ho il terrazzo fronte mare, se proprio lo vuol sapere...)
Di fronte alle nostre espressioni inebetite, ecco che si impietosisce e inizia a parlare italiano come tutti i comuni mortali, accompagnandoci lungo i filari di passeggini. Carino, ma troppo stretto. No, anche questo è rettangolare, lungo e stretto, mi sembra di mettere il mio bimbo in un loculo, povera creatura...Eccolo, è LUI! Telaio robusto e praticamente indistruttibile, abbastanza piccolo da chiuso(Speriamo entri nel bagagliaio della mia Pikanto e della sua Yaris...), un po' pesante ma tant'è, e con l'aria decisamente più spaziosa all'interno! Ne vediamo altri, ma il nostro cuore ormai è con Lui. Così ci facciamo fare il preventivo.
Efficiente, la commessa ci dice che telaio+ovetto+navicella+base per ovetto+borsa fasciatoio costa...!!!! Cavolo!! Così tanto? Vabbè, ci pensiamo...
Riunione consulto con nonni A(I miei) e nonni B (Suoceri), e il risultato è unanime: questo passeggino non s'ha da comprare! Ma fattelo prestare...Non stare a spendere tutti questi soldi, che poi servono...Insomma, la voce della ragione.
Essendo tirchia per natura e per vocazione, mi rendo conto che sia una notevole spesa, ma allo stesso tempo, per ragioni tuttora incomprensibili, non vogliamo rinunciare a un trio nuovo e non prestato, qualcosa che sia nostro, solo nostro e del Fagiolo. Forse è orgoglio, forse è un attacco di di morbo dello shopping firmato, forse...boh!
Fatto sta che cerchiamo in altri negozi. Ed eccolo...quasi identico, perché è il modello precedente, leggermente più grande dell'altro da chiuso(La mia Pikanto sta tremando...)ma sempre spazioso, solido, apparentemente indistruttibile, completo di tutti gli optional...a un prezzo d'offerta decisamente inferiore! E' sempre caro, ma decisamente meno dell'altro! Giorno di gaudio!
Sì, però, ci sarebbe anche questo altro, decisamente più economico...Carino è carino...Sì, però, mah...
Ho capito. Urge consulto con una mamma esperta.
Così giovedì io e un'amica-mamma-di-bimbo-di-tre-anni torniamo a vedere i due finalisti.
Vede il primo concorrente, e batte le mani:"Noooo! Macchebbello! Macchegrande! Che telaio! Che ruote!(Ancora?!)Che tutto! E bla...bla...bla..."
Ok, ho capito. Le piace.
Concorrente numero due. Faccia di lei tipo: A-Natale-Mi-Hanno-Regalato-Uno-Scopino-Per-WC-Con-Gli-Strass...
"Carino...Sì...Però guarda qui, che telaio sottile, sembra così fragile...leggero però, eh...Però la cappottina è in comune sia per la navicella che per il passeggino...Ovetto e navicella si attaccano sul passeggino e non sul telaio, te lo consumano...Mah...Uhm..."
Ok, ho capito.
Ieri, con la Metà-Della-Mela, siamo tornati al negozio per la terza volta, e abbiamo lasciato l'acconto per quello più caro e più bello che ci piaceva di più. Palese no?
Missione compiuta!
