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Relazioni sociali al mare

Qualche giorno fa, in spiaggia, si è verificata una situazione che mi ha fatto ripensare a questo post di BABBOnline. Spiego.

Da diversi giorni il Piranha, complice l'assenza mattutina in spiaggia del nostro migliore amico Dardo, ha fatto amicizia con una bimba che ha pressappoco la sua stessa età, una delizia col codino sulla testa che non è indigena, come noi e Dardo, ma arriva dall'entroterra, cioè è Straniera.
Il Piranha e la Straniera passano la maggior parte del tempo a bisticciarsi l'un l'altro i giochi da spiaggia(il secchiello del vicino è sempre il migliore), a giocare con le onde sulla battigia, a sedersi vicini vicini(lui)e a dire che No no non vojio(lei). La mamma della Straniera è una donna piuttosto simpatica e decisamente energica, dato che ha partorito la sorellina della Straniera circa un mese e mezzo fa.
Come lo so? Qui sta il punto.
Il primo giorno ci siamo solo sorrise, scusandoci a vicenda quando la rispettiva prole s'intrometteva nei giochi altrui.
Il secondo giorno due parole di circostanza.
Il terzo, via alle danze. Pappe, sonno, spannolinamento, mare etc etc. Il tutto mentre i cuccioli ormai si riconoscevano e si puntavano col dito l'un l'altro all'arrivo al mare.

Ora, sabato scorso, in spiaggia, la Straniera non era accompagnata dalla mamma bensì dal babbo. E visto che c'era anche La-Metà-della-Mela, io mi son concessa mezz'ora di ozio sull'asciugamano, al sole. Ma li osservavo, naturalmente. Il Piranha e la Straniera giocavano tranquilli e sereni, ma i due babbi se ne stavano fianco a fianco e parlavano solo ognuno con il proprio erede legittimo, mai l'un con l'altro. E dire che La-Metà-della-Mela è un tipo socievole(è da lui più che da me che il Piranha ha appreso a essere così aperto, solare e socievole).

Più tardi, la mamma della Straniera con tanto di neonata ci ha raggiunti. Io e lei abbiamo immediatamente attaccato a chiacchierare. E abbiamo anche preso in mano le redini della situazione, ovvero, gestito la figliolanza più grande in modo che continuasse a giocare assieme. O almeno ci abbiamo provato, per un po'. Non so, come mai?
Certo, è questione di carattere. Devo ammettere che La-Metà-della-Mela è piuttosto attivo nella vita del Piranha e non si fa particolari problemi ad attaccare bottone...ma non con un mono genitore di sesso maschile presente. Altre mamme, o genitori in coppia, gruppi...o se sono presente anche io.
Magari è stato un caso, forse semplicemente l'altro babbo è un tipo riservato.

O forse i babbi hanno meno da dire? La-Metà-della-Mela, ripeto, complice anche la lunga assenza da lavoro per malattia, è piuttosto presente; non si è mai tirato indietro quando si tratta di pannolino o bagnetto(bè, adesso doccia)o di portarlo fuori al mare o al parco giochi...ma magari l'altro uomo sa meno sulla propria bimba, perché tende ad occuparsene meno?
Per le mamme invece credo sia normale scambiarsi opinioni e consigli su cosa dare o non dare da mangiare, sui metodi di svezzamento, di spannolinamento, sulle tecniche per la notte, discutere dei pediatri che non si fanno trovare, delle abitudini da dare ai figli, e poi da un discorso snocciolarne un altro, e passare poi dai bimbi a noi, e parlare di parto, gravidanza, doglie, capoparto, e mestruazioni, e poi i capelli che cadono e le unghie che si sfaldano, e prova questo balsamo, e tu questo rimedio omeopatico, e poi...ciao, ci vediamo domattina in spiaggia. Certo ripeto, il carattere della singola persona, babbo o mamma, maschio o femmina, ventenne o quarantenne, influisce parecchio. E io apprezzo proprio in circostanze la fortuna di avere accanto la Metà-della-Mela che non ha quell'espressione mista di panico e imbarazzo quando è da solo alle prese con il Piranha.

Non è che davvero c'è ancora una certa riluttanza, da parte della categoria maschile, a vivere pienamente, come un arricchimento senza fine, la loro condizione di padre e padre presente, collaborativo, partecipante, che ha un ruolo paritario nell'accudimento e nell'educazione della prole?
Voglio credere di no.
Certo, mentre conosco i corsi pre-parto e pro-allattamento che, oltre indubbiamente a formare su argomenti indiscutibilmente e biologicamente esclusivamente femminili, creano gruppi di mamme che si conoscono almeno di vista per aver condiviso la classe(ho conosciuto così la mamma di Dardo), non sono a conoscenza di gruppi di padri organizzati. E invece leggo sempre sul post di BABBOnline qualcuno che scrive che in Svezia i pappagrupper sono incentivati sin dall'ospedale, e fanno gruppo e partono tutti insieme col passeggino alla volta del parco.

Un'altra visione, decisamente.

4 commenti:

BABBOnline ha detto...

Eh sì, i papà (me compreso) sembrano avere più difficoltà delle mamme a comunicare tra di loro.
Ne avevo proprio parlato qualche settimana fa in un mio post:
http://babbonline.blogspot.it/2012/06/i-papa-non-sono-animali-sociali-almeno.html

Airin ha detto...

Già, ho visto e ho linkato. Difatti è stata la coincidenza di aver da poco letto il tuo post e poi ritrovarmi in prima persona a testimoniare il fenomeno a darmi lo spunto per scrivere!^^

BABBOnline ha detto...

Mi ero buttato subito nella lettura del tuo post, mi veniva da sorridere perché mi ci sono proprio ritrovato.
Di ritorno da qualche giorno al mare con mia figlia, mi sono rivisto la scena: mia moglie e una mamma di un bambino vicino di ombrellone si erano messe a chiacchierare di qualsiasi cosa mentre io ed il marito giocherellavamo con i nostri bimbi non andando oltre qualche sorriso per le peripezie tra le buche nella sabbia dei figli.
A fine giornata, mentre rientravamo, mia moglie mi diceva che la figlia andrà scuola il prossimo settembre, che il nido del figlio piccolo apre solo la mattina e tante altre cose. Poi mi guardava come per dire "Ma non le sai già queste cose!??!"
Misteri mammeschi... e papeschi ;P

Airin ha detto...

Ah ah, già, succede davvero così! Per lo meno, nella maggior parte dei casi. Vai a capire!^^

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