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Prospettive


Tra poco sarà la festa del papà. L'anno scorso, scrissi un biglietto alLa Metà-della-Mela da parte del Piranha. Quest'anno sto organizzando un vero e proprio regalo da parte sua, anche se non posso ancora scriverlo qui, naturalmente. L'avvicinarsi di questa festa mi fa un po' riflettere. Mi sono resa improvvisamente conto di quanto il mio punto di vista nei confronti della vita, a tutto tondo, sia stato modificato dall'esperienza della maternità. prendiamo la festa del papà, e poi della mamma. Prima eran sempre stati eventi in cui ero io a dare e ad augurare. Adesso mi ritrovo dall'altra parte. 'è qualcuno per cui sono "mamma" e che quindi mi festeggia. Una sensazione più esaltante di avere il proprio compleanno fatto festa nazionale. Certe canzoni adesso parlano di me, come mamma. Prima no, potevo solo ascoltarle e dedicarle. Per dire, Bennato, Viva la mamma.

E poi l'approccio pragmatico, chiamiamolo così. Son sempre stata piuttosto suscettibile riguardo a determinati atti di maleducazione se non addirittura d'inciviltà. Per esempio mi ha sempre dato fastidio il "parcheggio selvaggio", quando posteggiano in pieno passo carrabile o peggio, nei posteggi riservati ai disabili. Adesso però la faccenda ha raggiunto gradi di sensibilità maggiori, e noto cose che magari prima non notavo. per esempio, mi ribolle il sangue quando noto auto posteggiate non solo lungo strade dove non si può parcheggiare a prescindere, ma oltretutto messe con le ruote sopra al marciapiede e addirittura davanti alle striscie. Così io, col passeggino(ma penso anche alle persone diversamente abili sulla sedia a rotelle, per dire), devo scendere dal marciapiede, affiancare le auto in sosta camminando praticamente in mezzo alla strada, per raggiungere finalmente le benamate striscie e attraversare "in sicurezza". Sicurezza un paio di...
Oppure, adesso che hanno inventato i posteggi rosa al supermercato, c'è sempre qualche metto buon'anima che ci lascia l'auto perché sono i più vicini all'ingresso ed è più comodo. No, dico, hai il pancione? Hai un bambino neonato in carrozzina? No! E allora lascia il posto, brutto cafone! Puoi benissimo camminare qualche metro in più, tu, ometto canuto che non saprà mai quanto sia noioso camminare stile pinguino quando non riesci nemmeno a vederti i piedi dal pancione.
E l'inciviltà al parco giochi? Dico, già è maleducazione e fonte di enorme fastidio quando i proprietari di cani non raccolgono i frutti della fatica intestinale dei loro beniamini(amo i cani, loro si limitano a svolgere una normale funzione fisiologica, spetta ai padroni provvedere, dato che son dotati di pollice opponibile e sacchetti appositi)...ma poi proprio a un passo dalle altalene li devi portare? Cavolo, il parco è largo un chilometro, portali all'estremità opposta, non a mezzo metro dallo scivolo!

E anche le prospettive emotive sono diverse. Certi film, o peggio, certi fatti tragici di cronaca che coinvolgono bambini, mi hanno sempre colpito. Ma adesso li vivo con intensità dolorosa, con un nuovo livello di coinvolgimento. E anche le emozioni positive sono più potenti. Saranno ancora gli ormoni? Mi commuovo facilmente, per un bacio, un abbraccio, o quando il Piranha impara la parola "Amici", sostantivo plurale di meraviglioso significato, e me lo immagino adolescente e poi adulto, in mezzo a una piccola compagnia di amici fidati, anche solo tre o quattro, ma veri e profondi come i miei.

Le prospettive sono diversissime, da 21 mesi a questa parte, e non solo quelle economico-materiali. La maternità mi cambia ancora, quotidianamente, perché la me stessa mamma e di conseguenza la me stessa donna, mutano ed evolvono assieme al Piranha. Quel Piranha vivace e mai fermo, e adesso neanche mai zitto, che a quanto pare mi ha sconvolto la vita più a fondo di quanto una s'immagini quando ancora è pancia-dotata.

Bianco, Freddo...Neve!


Il Piranha ha conosciuto la neve per la prima volta. E il bello è, lo ha fatto a casa sua. Senza nemmeno uscire dalla porta d'ingresso.
Spiego.
Abito in Toscana e sul mare, perciò la neve non è una cosa così comune, qui da noi.
Ultimamente, clima pazzo, ha nevicato almeno una volta a inverno, ma nei miei ricordi è un evento più che eccezionale. La neve ci emoziona, ci fa dire, "Che bello, la neve!", anche se poi la parte pragmatica di noi mugugna perché i disagi da queste parti sono tanti e troppi. Non siamo attrezzati, per la neve. La prima nevicata recente, ero incinta, ed era anche il primo giorno di corso pre parto. Una goduria. Comunque, il Piranha c'era ma non c'era, di certo non se l'è goduta.
la seconda nevicata, aveva meno di sette mesi. L'ha guardata un po' perplesso dalla finestra ed è finita qui.
Stavolta, anche se ho deciso di non portarlo fuori(Sono raffreddata e fa un freddo polare! E poi scivola!), non mi andava che se la perdesse. Così, l'ho vestito da eschimese e l'ho portato sul terrazzo, ricoperto di neve(il terrazzo, non il bimbo). Il Piranha ha sentito fare Crunch Crunch sotto ai piedini ed è scoppiato in una risata. Poi si è piegato a testare la neve con le dita.
"Freddo! Bianco!" Non faceva che ripetere. Sembrava Panariello che imita Renato Zero. Non sapeva che esiste una sola parola per definire quella cosa bianca e fredda. Allora gliel'ho spiegato: "E' neve amore."
Lui ha recepito subito, e da ieri non fa che ripetere "Neve!" e correre alla finestra per guardarla.
Ma tornando al primo impatto, ha continuato a maneggiarla per un po', poi ha deciso che tutta quella neve per terra non doveva starci. E' un ragazzino pignolo. Così, un fiocco alla volta, brontolando fra sé e sé ("Posto!" diceva, cioè, a posto)si è messo a raccoglierla e a collocarla...sulle mie piante grasse! Già provate dall'esperienza neve, non hanno gradito molto, e hanno drizzato gli aculei.
Così ho pensato di distrarlo facendogli di nuovo sentire il rumore buffo della neve sotto ai piedi.
Lui ha riso di nuovo e si è messo a andare avanti e indietro per il terrazzo, con me dietro che lo tenevo per la giacca, visto che ogni due passi scivolava. Rideva rideva, "Neve, neve!".
, per dieci minuti possiamo anche dimenticarci dell'aspetto pragmatico, no? E tornare bambini.

Racconti


C'era una volta...
no, non parlo di fiabe o di racconti di guerra.
Parlo di quando amiche o conoscenti, incinta ma anche non, ti domandano: Ma com'è partorire?
Non so voi, ma io non so mai che rispondere.
Glissare? Oh, sì, fa un po' male ma passa tutto...vuoi un'altra tazza di tè?
Mentire? Una passeggiata, prima di accorgertene hai il bimbo tra le braccia e tutto è meraviglioso...ti va una tazza di tè?
Mentire con stile? Doloroso sì, ma nulla più di qualsiasi altro doloretto che hai nella vita, tipo nausea, o una bella gastroenterite...ti ho già offerto una tazza di tè?
Dire tutta la verità. Parliamone.
Ho sempre la sensazione che, ogni volta che racconto la mia esperienza di parto e sono crudemente onesta e sincera con la mia interlocutrice, ecco che le possibilità che quella persona pensi di procreare si riducono al minimo. Se è già incinta probabilmente si farà di Valium alla prima doglia. E il mio sinceramente è stato un parto abbastanza rapido e privo di complicazioni.
Eppure, davvero, che dire? In fondo non è che vado in giro gratuitamente a spargere il verbo. No, è un racconto solo ed esclusivamente su richiesta. All'inizio mi tengo vaga, ma poi fanno domande, incalzano, vogliono i dettagli più orridi anche se le vedo sbiancare e impallidire.
Ho sempre detestato, quando ero incinta, quelle che, lo chiedessi o meno, ti propinavano le loro esperienze splatter di parto. E adesso mi ci ritrovo io, e nemmeno lo voglio.
Il punto che sfugge è che, per la mia esperienza, unica ed irripetibile, sì, fa male. Tanto. Un male cane, se vogliamo dirla. Ma è anche un dolore accettabile, e svanisce davvero tutto in un attimo appena il bambino ha abbandonato la nave. E non perché l'amore materno ti riempie talmente che dimentichi e non pensi. Sì, due secondi dopo. ma sul momento, è solo fisiologico. Perché il dolore non è quello di una ferita o di una malattia, non ha strascichi, serve solo a quello, all'espulsione, e una volta che il carico è fuori bordo basta, fine. E anche il dopo, la parte medica, i punti e quant'altro...vabbè, non è la fine del mondo, andiamo.
Cioè, ve la siete andata a cercare no? Avete voluto il bimbo, spero, e lo sapevate a monte. E adesso perché cavolo dovete terrorizzarvi da sole richiedendo nel dettaglio la sensazione dei punti in caso di episiotomia o di quando ti controllano internamente per verificare che tutta la placenta sia fuori?
Insomma, bevetevi quella dannata tazza di tè, e non ci pensate!

Nataliamo...


La vigilia è stata frenetica, mentre il Natale è stato intenso ma familiare e piacevole, come sempre.
La mattinata è iniziata tradizionalmente con l'apertura dei regali...quasi tutti, com'è doveroso, di pertinenza del Piranha.
Il Piranha adesso è proprietario orgoglioso di un tavolo ricoperto di ammenicoli sonori a firma Fisher, di vari attrezzi, di un trenino di legno e di un camioncino di legno, di un'aereo Mickey Mouse, di una felpa di Flash e di una sciarpa Scooby-Doo, per non parlare di altre automobili, costruzioni, un dinosauro parlante e cantante e altri che non sto a lenecare. Dovrò affittare un box per riuscire a trovare spazio per tutto.
Quest'anno poi, con le sue altamente evolute capacità manuali, l'apertura dei doni è stata molto più partecipata. All'inizio strappava la carta un lembo per volta, con ritmo lento e controllato, assaporando ogni "Strap!" col gusto di un appassionato di musica classica alla prima della Scala. Poi, spronato da me che non intendevo star sotto l'aslbero fino a Pasqua(divorata dalla curiosità di scoprire cosa si celasse sotto alla carta) ha accelerato. Alla fine si è ritrovato seduto in mezzo a un mucchio di giocattoli con l'aria di chi pensa: "Wow, che è successo?"

Pranzo dai miei, e domani pranzo dai suoceri. In famiglia, insomma.
La cosa più bella? Probabilmente percependo l'atmosfera festosa, sicuramente vedendo quanto felici e sorridenti fossimo io e la Metà-della-Mela, il Piranha è stato ridente e soddisfatto tutta la giornata, e ha anche evitato alcuni dei suoi capricci più classici, per esempio lasciandoci pranzare in tranquillità(almeno per la gran parte del pranzo pantagruelico cucinato da mia mamma...). Rideva, saltellava, giocava...Sembrava così appagato e così...grande, da farmi salire le lacrime agli occhi.
Davvero un Natale magico.

Il natale secondo il Piranha


Natale è la mia festa preferita. Credo che sia anche quella più sentita in Italia, perché è la sola che mobilita tutti, che accende le case e le strade, che fa scaturire parole di auguri tra perfetti estranei ogni volta che si esce di casa per andare anche solo a comprare il pane. L'atmosfera natalizia è magica, mi mette sempre allegria, mi da' gioia, è speciale...e il Natale con un bambino piccolo per casa è doppiamente magico!
L'anno scorso il Piranha era un pescetto di sette mesi, e a parte un blando interesse per le luci dell'albero e una gioia pura quando la mattina di Natale giocava tra le cartacce dei doni aperti, la cosa è finita lì.
Quest'anno i mesi sono diciannove, e l'entusiasmo è più...diciamo che è più coinvolto.
Prima di tutto l'albero deve stare rigorosamente acceso, fin dalle prime luci dell'alba. Appena entra in sala, subito punta il dito, "Babbe'o!" e guai a non accontentarlo. perfino la pappa passa in secondo piano. Finché le luci non sono accese non si può far nulla, guai.
Una volta accese, l'albero perde ogni interesse. Intendiamoci, ha fatto un tentativo di afferrare una delle palline una volta, spingendosi cauto in avanti con il ditino indice, conscio di essere su un terreno pericoloso. Il nostro "No." deciso e severo l'ha colto alle spalle come una fucilata, e da allora non ha più riprovato e ha ignorato l'alberello...luci a parte.
Anche i regali sottostanti sono fonte di facili entusiasmi. Una volta comparso il primo regalo, mi ha guardato confuso, e gli ho spiegato che apriremo tutti i nostri bei pacchetti colorati la mattina del 25.
La mattina seguente, il Piranha ha nuotato verso di me col regalo in mano e il sorrisone. "Mamma?"
Ehm, no. Certo, è mattina ma non la mattina giusta. Vaglielo a spiegare.

La tragica fine di Morfeo


In altri post, ho già parlato dell'eterna lotta tra il Piranha e Morfeo...Ultimamente pare che Morfeo, più che latitante e scansafatiche come suo solito, sia dato per spacciato.
Al ritmo di una volta alla settimana, e due notti di fila(questa e la scorse notte), il Piranha fa l'animale notturno. Può stare sveglio anche tre ore di fila, con punte di cinque ore, e la cosa che massacra le terminazioni nervose genitoriali è che...piange. Dici, sta sveglio perché di suo non dorme, evvabbè rassegnati. No, se ne sta sveglio ma si lagna e piange, e si struscia gli occhi, e sbadiglia, e vuole che tu stia con lui a coccolarlo così sta sveglio lo stesso ma sta silenzioso.
E' asciutto.
Gli do' da bere.
E' bello al calduccio.
Che cavolo piange?
Saranno i denti? va bene, li mette a ritmi vertiginosi, ma insomma, non si può dar la colpa di tutto ai denti.
Noi non sappiamo più che fare. Il cumulo di ore di sonno mancate inficia anche una sana relazione col Piranha, perché spesso, passata la prima ora, ma anche meno, di tentativi di riaddormeno falliti, scatto di nervi, e la Metà-della-Mela pure. Ovviamente il Piranha si spaventa e piange di più, e una volta innervosito chiaro che non si addormenta.
Queste ultime due notti ci hanno provato al punto da minare tutto il sistema di principi notturni che finora aveva guidato la nostra condotta a proposito dell'argomento nanna.
Ovvero:l'ho preso in braccio e l'ho - orrore - addormentato in braccio, e addirittura lo abbiamo portato nel lettone, mai fatto. Così, lui continuava ad agitarsi e a non dormire, e noi nemmeno, ma almeno eravamo sdraiati al calduccio.
Siamo alla frutta.
Se qualche mamma conosce un rimedio sicuro, ce lo faccia sapere.

A volte ritornano


Ultimamente ero così stanca alla sera che preferivo limitarmi a leggere Internet, invece che scrivere in prima persona...così il mio blog è un po' morto...
Ma da oggi si riparte!
E per confermare la mia rinascita ecco un nuovo layout! Che ve ne pare? Ho perso un po' di widget incompatibili con questo layout ma pazienza, sopravviverò...

La mammina qui presente ha deciso di riprendere a formarsi! Non mi sono iscritta alla magistrale, no, troppo impegnativa in questo momento(aspettiamo almeno l'asilo...)ma a qualche...corso di aggiornamento, diciamo così.
Ho frequentato un laboratorio di otto lezioni interamente online di Traduzione per bambini e ragazzi una bella esperienza. Tradurre(qualsiasi tipo di traduzione)è davvero il mio obiettivo principale, ma entrare nel mondo dell'editoria è davvero davvero difficile...inoltre non sapevo da che parte cominciare. Grazie a questa breve esperienza posso dire di essere un po' più scoraggiata di prima, visto che ho appreso di prima mano quanto sia davvero davvero difficile trovare spazio, ma allo stesso tempo inizio a intravedere una strada da seguire se vorrò seriamente iniziare questa professione. Una strada ancora vaga e nebulosa, e molto molto ardua, ma almeno c'è.
Venerdì poi, se tutto va bene(numero minimo di partecipanti)inizierò un corso di spagnolo, e in più conto di iscrivermi a un altro di questi laboratori, precisamente circa la traduzione di testi turistici (sono toscana, il turismo mi tange).
Speriamo che da tutto questo studiare esca fuori qualcosa. Se qualcuno in lettura è un editore o qualcosa di simile e ha da propormi qualcosa, batta un colpo!

Siccome è un blog mammoso, parliamo del Piranha? Si fanno progressi in materia di dentizione(ma QUANTI ne mette? Non si ferma più!), in materia di vocabolario (Fojie-Foglie; Tovve-Torre;Babbe'o-Albero;Fioje-Fiore e la grande conquista, Ziuzziu-Ciuccio)e anche in materia di autodeterminazione.
Già sapeva dire no, e adesso ha imparato anche a dire Sì. Somma gioia. Finalmente iniziamo a capirci qualcosa, non bisogna più tirare a indovinare, perché gli si può chiedere che cosa vuole, e aspettarsi di sentirsi correttamente rispondere Sì o No.
Il problemino collaterale è che dice spesso No. Molto spesso. Anticiperà mica la fase dei due anni? No perché, tra no ripetuti di frequente e i capricci molto scenografici di cui è stato protagonista, inizio a preoccuparmi...ne riparleremo.

Ma è Natale! Che meraviglia! Adoro il Natale!! Peccato che sono completamente incapace di creare decorazioni da sola, non sono proprio portata per la manualità. E che cosa mettere sotto l'albero per il Piranha? Io e la Metà-della-Mela brancoliamo nel buio. I nonni B gli hanno preso un tavolo-gioco della FisherP. mentre i nonni A una versione ampliata della sua adorata-idolatrata-venerata-amata fattoria che suona e canta. E noi?